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Fra Giovanni (Vittorio) Maria CATENA
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Nacque a
Fuorigrotta di Napoli il 4 marzo 1919. Conobbe
i nostri frati [i Servi di Maria] ad Ancona, dove si era trasferito con la famiglia. Fu accolto come probando a
Ronzano (Bologna) nel 1931. Nel convento della B.V. della Ghiara di Reggio
Emilia frequentò gli studi ginnasiali (1932-1934). Fece il noviziato a
Monte Senario (1934-1935); il liceo e la filosofia a Bologna, nel convento
di S. Maria dei
Servi (1935-1937) e gli studi teologici al collegio S. Alessio Falconieri di
Roma (1937-1941), dove emise la professione solenne (1940). Ricevette l'ordinazione sacerdotale a
Bologna, nel santuario della B.V. di S.
Luca (1941 ). Per due anni fu di famiglia a Ronzano
(1941-1943) con l'incarico di insegnante dei nostri studenti. Fu poi trasferito a Roma, nella comunità di S. Maria in Via, dove frequentò
l'Istituto Pontificio di Musica
Sacra ed ottenere il Magistero in
Canto Gregoriano e la Licenza in Composizione sacra e Direzione (1943-1946). Per breve tempo dimorò a Bologna,
nel convento di S. Maria dei Servi, dove ricoprì
l'ufficio di sacrista e di Maestro della cappella dei Servi (1946). Tornò presto a S. Maria in Via
(1946) dove è rimasto fino alla morte. P.
Catena ebbe una particolarissima sensibilità artistica. Fu appassionato di musica,
di recitazione e di
pittura. Amò la musica sacra e il bel canto, che considerava la forma più bella di preghiera. Nel 1944 diede
inizio all'Associazione fanciulli cantori di S. Maria in Via, per il servizio
liturgico e per la promozione del canto sacro. Con i suoi ragazzi dapprima
collaborò con la Cappella Musicale Liberiana di S. Maria Maggiore e successivamente con la Cappella Musicale Pontificia (Sistina) nella quale è
stato fino alla morte Maestro dei Pueri cantores. Dedicò
molte energie allo studio della musica e all'insegnamento del canto. Preparò l'avvenire di numerosi
ragazzi, che ora sono noti cantanti o cultori della musica. Organizzò
e diresse numerosi e applauditi concerti di Natale,
concerti mariani e di musica classica. La sua preoccupazione fu
l'esecuzione, la migliore possibile, di musica sacra. Si impegnò in prima persona
nell'organizzare gli spettacoli della Filodrammatica parrocchiale e prese parte molto attiva all'attività del Teatro
de' Servi. Migliaia di bambini furono attirati dalle indimenticabili
"Operette", nelle quali riuscì a fondere
con grande armonia il canto, la recitazione e la danza. Ebbe gusto e competenza nel promuovere il presepio artistico della parrocchia e nel
collaborare al restauro del
convento. Aveva un talento particolare per la pittura, soprattutto per
l'acquarello, che esercitò fin da giovanissimo. Molti suoi quadri, dipinti
durante le vacanze sui monti delle Dolomiti, ornano gli ambienti del convento S. Maria in Via. Ha percorso e
tracciato per molti la "via pulchritudinis"
come itinerario a Dio. Molti hanno gioito per la sua ricca umanità e per la
sua amicizia.
Era da tempo sofferente di cuore, ma ha continuato
a lavorare a pieno ritmo, come era il suo solito. La morte
lo ha colto all'improvviso, mentre era fuori convento Mercoledì sera, 18 novembre 1992, a Roma,
per infarto cardiaco, all'età di 73 anni (57 di vita religiosa). I funerali sono
stati celebrati nella chiesa di S. Maria in Via. La liturgia eucaristica è stata presieduta dal cardinale
Virgilio Noè. Erano presenti il Vicario generale dell'Ordine, il Priore
provinciale e moltissimi confratelli delle comunità di Roma, della Provincia di Romagna e delle altre Province. Si
sono uniti alla preghiera molti amici sacerdoti, religiosi e fedeli. Tutti i "ragazzi" del p.
Catena, piccoli e grandi, hanno accompagnato con il canto e con
l'affetto la liturgia di commiato per il
loro "Maestro", chiamato a cantare in eterno la misericordia
di Dio. ************************************* |
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Dall’ Osservatore Romano, 25 Novembre1992 La scomparsa di Padre
Giovanni Vittorio Catena Maestro dei «Pueri Cantores» della Cappella Sistina Vincenzo Benassi La
comunità
romana dei Servi di Maria di Santa Maria
in Via è in lutto per l'improvvisa scomparsa del padre Giovanni
Vittorio Catena, i cui «Pueri Cantores»
sono da anni noti non soltanto in Italia, ma anche all'estero. Da alcuni
decenni, poi, il padre Catena era Maestro dei «Pueri
Cantores» della Cappella Sistina. Le esequie del padre Catena, celebrate nella
chiesa di S. Maria in Via a Largo Chigi e
presiedute da S. Em.za Rev.ma il Card. Virgilio Noè, hanno
visto grande concorso
di sacerdoti, di religiosi dell'Ordine dei Servi di Maria e soprattutto di
ragazzi e di ex-cantori formati a centinaia nei quasi cinquant'anni della
sua attività musicale. Nato a Napoli nel 1919 ed entrato giovanissimo
nella Provincia di Romagna dei Servi di
Maria, il padre Catena fu ordinato sacerdote a Roma il 20 settembre
1941. Conseguito il magistero in composizione
sacra e direzione presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di
Roma nel 1943, il giorno di Santa
Cecilia, nella basilica romana di Trastevere dedicata alla Patrona dei musicisti, il padre Catena
diede avvio all'Associazione — divenuta poi Istituto — dei Fanciulli Cantori
di Santa Maria in Via. Scopo dell'istituzione: «Dare a quei fanciulli che siano
dotati di vere qualità musicali una seria educazione nell'arte del canto,
secondo la grandi tradizioni della scuola italiana». Sin
dagli inizi, l'opera del padre Catena fu integrata, per quanto riguardava
l'assistenza ai ragazzi, dalla collaborazione del confratello padre Giovanni
Manetto M. Salvador; qualche anno più tardi sarebbero entrati nel corpo insegnante i due
altri confratelli della comunità di Santa Maria in Via, padre Raffaele M. Preite, Maestro organista, allievo del Maestro Fernando
Germani e il padre Giuseppe M. Benassi. L'iscrizione
ufficiale dei soci effettivi della sezione di Coro
veniva fatta annualmente
nella basilica di S. Cecilia in Trastevere,
il 22 novembre, festa della vergine e martire. Nella stessa
circostanza, i ragazzi entrati nel periodo del cambiamento di voce, venivano
iscritti tra i Soci onorari dell'Associazione. I legami
intrecciati con i giovanissimi allievi della scuola di canto spinsero il padre Catena a estendere il coro dei ragazzi
a quello degli ex-ragazzi fattisi adulti; quindi anche alle giovanissime voci
femminili. Si costituì,
perciò, l'attuale «Istituto Pueri Cantores» di S. Maria in Via. Innumerevoli
le esecuzioni liturgiche del coro ormai noto come quello dei «ragazzi del padre Catena»: le esecuzioni accademiche,
concertistiche e teatrali in Italia e all'estero, anche se il primo impegno
rimaneva quello di assicurare al servizio liturgico della parrocchia di S.
Maria in Via il bel canto, trasformatosi in accattivante e suggestivo
strumento di apostolato. Due aspetti della scuola
del padre Catena meritano, tra gli altri, di essere ricordati:
lo sforzo ininterrotto di trasfondere nei giovanissimi allievi di canto
un'educazione umana e cristiana pienamente integrata nella loro formazione
artistica. In questo delicato compito il padre Catena era sostenuto dalla sua
vastissima cultura umanistica, dalla straordinaria conoscenza della storia
della musica, dell'arte e della letteratura, nonché da una capacità intuitiva che,
nei confronti dei suoi ragazzi, lo rendeva maestro e padre insieme. Il
secondo aspetto fu la dote non comune di trasmettere ai suoi alunni un amore
fortissimo per il canto sacro soprattutto polifonico. Ascoltare le esecuzioni dei «ragazzi del
padre Catena» era
come immergersi nella più profonda ed autentica preghiera, quella espressa
con il canto. Non dimenticherò la folla di visitatori
che, alcuni anni fa, si raccolse rapidamente intorno ai «ragazzi del
padre Catena» che, in gita a Vienna, durante la visita al duomo di Santo
Stefano, al centro del tempio, improvvisarono un'aria religiosa di J.S. Bach. Uomo
versatile e dai più
svariati interessi culturali, il padre
Catena accompagnava la sua scuola
ora dopo ora, giorno dopo giorno, e sempre con singolare umiltà
intellettuale: insuperabile nell'insegnare era sempre ansioso di conoscere. Di
questa sua versatilità
furono espressione anche la preparazione e
l'esecuzione di «operette» nel
teatro dei Servi: spettacoli che, nel periodo di carnevale,
attiravano folle di bambini romani. Dai
ragazzi della Cappella Sistina, preparati ed educati dal padre Catena,
sono usciti artisti di talento nel canto. Sebbene
da più parti
sollecitato, il padre Catena ricusò sempre di imboccare la strada della
notorietà. Il bel canto, diceva, è premio a se' stesso, non merce da vendere,
ma tesoro da scoprire. |